Disbiosi intestinale

Molte volte arrivano pazienti, amiche, colleghe che mi dicono: “ho sempre la pancia gonfia, sono stanca e non capisco perché, ho provato di tutto e non so più cosa devo fare per migliorare”.

Io spiego loro che, nella maggior parte dei casi, quando mi indicano i sintomi capisco proprio che parliamo di disbiosi intestinale: uno squilibrio tra i batteri buoni e quelli meno amici che vivono nel nostro intestino.

Vorrei spiegare in parole semplici cos’è, come riconoscerla e cosa si può fare per migliorare da subito, includendo anche delle piccole novità che riguardano proprio il nostro piccolo e complesso intestino.

Cos’è la disbiosi intestinale

Il nostro amato e complesso intestino di solito è la casa di trilioni di batteri, il cosiddetto microbiota intestinale di cui tutti ormai parlano. Questi batteri lavorano ogni giorno per digerire il cibo, produrre vitamine, allenare le nostre difese immunitarie e mantenere in salute la parete intestinale.

Quando, però, iniziamo ad avere un’alimentazione scorretta, a causa di problemi di salute assumiamo antibiotici o antidolorifici, subiamo stress eccessivo o non dormiamo abbastanza, questo equilibrio si rompe. È come quando a casa manca la corrente: questo crea un disagio nel nostro equilibrio quotidiano, nel caso dell’intestino parliamo di disbiosi.

I sintomi a cui prestare attenzione

Quando mi raccontano di come si sentono le persone non parliamo solo di un singolo sintomo, ma una serie di indicatori che ci fanno allertare e ci fanno capire che parliamo proprio di disbiosi. I simboli più frequenti sono:

  • Gonfiore addominale ricorrente, soprattutto dopo i pasti.
  • Alternanza di stitichezza e diarrea.
  • Stanchezza persistente senza una causa apparente.
  • Difficoltà digestive, gas intestinale, alitosi.
  • Calo delle difese immunitarie.
  • In alcuni casi, anche cali o sbalzi di umore o difficoltà di concentrazione.

Cambi di umore e disbiosi intestinale

Sempre più ricerche scientifiche stanno dimostrando come il nostro intestino sia collegato in modo strettissimo al nostro cervello. Prima pensavamo che il collegamento tra intestino e cervello passasse solo attraverso ormoni e molecole che viaggiano nel sangue.

Ma nel 2025 c’è stato uno studio condotto dall’Università di Torino e dall’Università Complutense di Madrid che ha dimostrato per la prima volta che un batterio probiotico molto comune, il Lactiplantibacillus plantarum, è riuscito a comunicare direttamente con i neuroni attraverso segnali elettrici, senza bisogno di attraversare alcuna barriera.

Definizione di disbiosi.

Fateci caso quando, ad esempio, mangiate più zuccheri o vi sentite appesantiti il vostro umore dopo poco cambia, vi sentite stanchi, nervosi e a volte anche in uno stato di ansia e malumore.

In modo semplice, i batteri della nostra pancia possono influenzare l’attività dei neuroni quasi in tempo reale come già visto qualche mese prima con un altro studio dell’Università Magna Graecia di Catanzaro.

Questo è uno dei motivi che ci fa stare male a livello di umore quando il nostro intestino è in disbiosi. Un altro fattore che è stato dimostrato dall’Università di Cambridge è che gli alimenti ultra-processati e alcuni tipi di imballaggi ostacolano la crescita dei batteri buoni nel nostro intestino. Per questo dobbiamo consumare sempre di più alimenti freschi e naturali.

Come risolvere i problemi legati alla

Vi do alcuni consigli semplici basati sulla mia esperienza personale su come riequilibrare il microbiota. Prima di iniziare, un dettaglio: per me il sonno è fondamentale, bisogna riposare almeno 7/8 ore al giorno. E ricordate che gli antibiotici distruggono il nostro microbiota.

  • Consumate più fibre ogni giorno: verdura, legumi e cereali integrali nutrono i batteri buoni.
  • Assumete alimenti fermentati: yogurt, kefir, crauti, miso con costanza, non una volta ogni tanto.
  • Consumate meno zuccheri semplici e cibi ultra-processati, che favoriscono i batteri meno amici.
  • Riposate bene e tanto: studi recenti collegano la privazione di sonno a un’alterazione del microbiota.
  • Non assumete antibiotici senza una prescrizione medica e solo quando sono necessari.
  • Dovete gestire lo stress: per la connessione intestino-cervello, ansia e tensione cronica peggiorano la disbiosi.

Consiglio di introdurre delle sessioni yoga o pilates per rilassare la mente e lavorare sulla respirazione.

Quando andare da un professionista?

Quando iniziate a registrare 2 o 3 sintomi descritti prima e quando persistono da settimane: questi possono poi far insorgere sintomi anche più importanti come sangue nelle feci, calo di peso non voluto o febbre.

Bisogna intraprendere con uno specialista un percorso alimentare specifico ed effettuare un’anamnesi approfondita e individuare quali alimenti sostenere e quali ridurre, senza eliminazioni inutili che a volte peggiorano solo la situazione.

Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una visita medica o nutrizionistica personalizzata. Se riconosci questi sintomi puoi scrivermi per avere consigli su come gestire la tua disbiosi intestinale. Non bisogna conviverci ma bisogna curarla.

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    Sara La Hara

    Sara La Hara

    Laureata in Scienze Biologiche con una grande passione per la nutrizione. Laureanda in Scienze della nutrizione umana. Ho completato il 31° corso di alimentazione e nutrizione umana alla Scuola di Nutrizione Salernitana. Ho altresì completato il corso di “Approccio PRATICO all’immunità: dalla teoria alla dieta”, presso la stessa scuola.

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