Le farine senza glutine sono quelle che non contengono il glutine, una proteina presente in molti cereali come il frumento, l’orzo, la segale e il kamut. Il glutine può causare problemi a persone che soffrono di celiachia o di intolleranza al glutine non celiaca. In questi casi bisogna eliminare questa sostanza dalla propria alimentazione.

Farine senza glutine: quali mangiare se si è intolleranti al glutine

Esistono molti altri cereali e alimenti che naturalmente non contengono glutine e che possono essere usati per preparare pane, pasta, dolci e altri piatti.

Le 4 farine senza glutine più comuni e usate:

  1. La farina di riso, ottenuta dalla macinazione del riso bianco o integrale. È molto fine e ricca di amido, facilmente digeribile e adatta a dolci non lievitati, biscotti e panature.
  2. La maizena (o farina di mais), ottenuta dalla macinazione dei chicchi di mais o granturco. È una farina gialla e granulosa, usata per preparare la polenta, ma anche per crepes, pasta, biscotti e prodotti da forno.
  3. La farina di grano saraceno, ottenuta dalla macinazione dei semi di una pianta erbacea della famiglia delle poligonacee. Nonostante il nome, non è un cereale ma un falso cereale. È una farina scura e dal sapore intenso, usata per preparare la pasta alla chitarra abruzzese, i pizzoccheri valtellinesi, le galette bretoni e i blini russi.
  4. La farina di quinoa, ottenuta dalla macinazione dei semi di una pianta erbacea della famiglia delle chenopodiacee. Anche in questo caso si tratta di un falso cereale. È una farina chiara e dal sapore delicato, usata per preparare pane, dolci, biscotti e prodotti da forno.

 

Altre farine alternative per celiachia o intolleranza al glutine

Oltre a queste farine senza glutine più diffuse, esistono anche altre farine alternative e saper variare è indice del saper mangiare bene. Tra queste ci sono le farine:

  • Di amaranto, ottenuta dalla macinazione dei semi di una pianta erbacea della famiglia delle amarantacee. È una farina dal sapore aromatico, usata per preparare biscotti, pasta fresca e pani non lievitati.
  • Di canapa, ottenuta dalla macinazione dei semi della pianta della canapa sativa. È una farina dal colore verde scuro e dal sapore erbaceo, usata per preparare pane, dolci, biscotti e prodotti da forno.
  • La farina di miglio, ottenuta dalla macinazione dei chicchi di una pianta erbacea della famiglia delle graminacee. È una farina gialla e dal sapore delicato, usata per preparare pane, dolci, biscotti e prodotti da forno.
  • La farina di castagne, ottenuta dalla macinazione delle castagne essiccate. È una farina marrone e dal sapore dolce, usata per preparare dolci tipici della tradizione italiana come il castagnaccio e i canestrelli.
  • Di ceci, ottenuta dalla macinazione dei ceci secchi. È una farina gialla e dal sapore leggermente amaro, usata per preparare la farinata genovese, la socca nizzarda, le panelle siciliane e i falafel mediorientali.
  • La farina di mandorle, ottenuta dalla macinazione delle mandorle pelate. È una farina chiara e dal sapore dolce, usata per preparare dolci come il marzapane, la pasta reale, i macaron francesi e i cantucci toscani.
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Farine senza glutine: di mandorle, riso, mais, avena, ceci.

 

Sei benefici delle farine senza glutine

Le farine senza glutine hanno diversi benefici per la salute, oltre a essere adatte per celiaci e per l’intolleranza alimentare al glutine. Tra questi benefici ci sono:

  1. La possibilità di variare la propria alimentazione con cereali e alimenti diversi dal frumento e dai suoi derivati. Questi ultimi spesso sono troppo raffinati e poveri di nutrienti.
  2. L’apporto di fibre alimentari, che favoriscono il transito intestinale, la regolazione della glicemia e il senso di sazietà.
  3. L’apporto di proteine vegetali, che contribuiscono alla crescita e al mantenimento della massa muscolare.
  4. La presenza di minerali come il ferro, il magnesio, il calcio, il fosforo e il potassio, che sono importanti per il benessere dell’organismo.
  5. L’apporto di vitamine del gruppo B, che sono essenziali per il metabolismo energetico e il funzionamento del sistema nervoso.
  6. L’apporto di antiossidanti, che contrastano i radicali liberi e prevengono l’invecchiamento cellulare.

Le farine senza glutine però hanno diverse caratteristiche. Quindi è importante utilizzarle in modo giusto soprattutto durante la preparazione delle pietanze.

Caratteristiche delle farine senza glutine

Tenete presente che le farine senza glutine non hanno la capacità di formare il glutine, che è la rete proteica che conferisce elasticità ed estensibilità all’impasto. Per questo motivo, non sono proprio adatte alla lievitazione e alla realizzazione di prodotti da forno soffici e morbidi.

Le farine senza glutine hanno una maggiore capacità assorbente rispetto alla farina di frumento. Perciò bisogna miscelarle tra loro per ottenere un equilibrio tra le diverse proprietà e caratteristiche. Per esempio, si può mescolare la farina di riso con la farina di mais per ottenere una maggiore croccantezza o la farina di grano saraceno con la farina di quinoa per aumentare il contenuto proteico.

Per agevolare la lievitazione si possono aggiungere il lievito madre senza glutine, il bicarbonato di sodio, l’aceto di mele o lo yogurt. Anche il psyllium, una fibra vegetale che aiuta a trattenere l’umidità e a creare una maglia simile al glutine.

Come si fa a capire se si è intolleranti al glutine: i 7 sintomi principali

Esistono diversi sintomi causati dall’intolleranza al glutine, ma quelli tipici sono:

  1. Disagio del tratto digestivo
  2. Anemia
  3. Difetto della crescita nei bambini
  4. Diarrea
  5. Spossatezza continua
  6. Sindrome del colon irritabile
  7. Stanchezza cronica

Quali sono gli esami da poter effettuare per essere certi di avere un’intolleranza al glutine?

C’è bisogno di un esame per poter determinare questo fastidio. Nello specifico, bisogna effettuare un test tramite un prelievo di sangue per ricercare gli anticorpi AGA, anticorpi anti-gliadina e degli auto-anticorpi EMA contro la mucosa dell’intestino; IgA anti-transglutaminasi che nell’intestino di chi è affetto da celiachia mutano gliadina e prolammine provocando così la risposta del sistema immunitario.

Una volta avuti i risultati, si potrà effettuare anche una biopsia intestinale per confermare la diagnosi.

ATTENZIONE: L’intolleranza al glutine non è la stessa cosa della celiachia. I sintomi dell’intolleranza al glutine sono simili a quelli del morbo celiaco ma la differenza è che non vi sono danni alle pareti intestinali.

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