Come nutrizionista, ma in primis come persona, so bene quanto sia importante prendersi cura del proprio corpo. Ad esempio, ogni giorno dobbiamo pensare alla pelle e ai capelli ma a volte trascuriamo uno dei fattori che ci condiziona parte della nostra vita: il benessere del nostro intestino anche attraverso i probiotici che si trovano nel nostro intestino.

L’intestino – dove è presente la flora intestinale, detta anche microbiota – è capace di influenzare il nostro umore, di modificare le nostre difese immunitarie e le nostre energie. In questo articolo vorrei spiegarvi chi sono i nostri alleati che ci aiutano a far funzionare al meglio l’intestino: parliamo dei probiotici e di come possono influenzare il nostro benessere.

Cosa sono i probiotici, definizione

Possiamo dire che i probiotici sono microrganismi vivi da assumere nelle giuste quantità, in questo modo possono dare un beneficio importante alla nostra salute. Ecco perché quando parliamo dell’intestino e della flora intestinale entrano in scena i probiotici. 

Questi batteri buoni vanno introdotti regolarmente in quanto aiutano ad alimentare la flora intestinale mantenendo l’equilibrio tra i batteri buoni e quelli cattivi o meno desiderati.

probiotici e microbiota

I probiotici non vanno assunti solo in momenti di emergenza (magari dopo una cura antibiotica o un periodo di stress) ma devono essere introdotti nell’organismo con costanza, ad esempio la mattina prima della colazione. Ma sempre con il supporto di uno specialista.

Quando e come scegliere un probiotico?

Bisogna scegliere i ceppi giusti in base a cosa vogliamo mirare. Esistono centinaia di ceppi probiotici, e ognuno agisce in modo differente, ma i più comuni appartengono principalmente a due generi: Lactobacillus e Bifidobacterium. Vediamo quali sono le caratteristiche.

Lactobacillus

I Lactobacillus si trovano naturalmente nell’intestino tenue e nel tratto urinario vaginale e sono generalmente associati ai prodotti lattiero-caseari fermentati (come yogurt e kefir).

 

Uno dei più famosi ceppi di Lactobacillus è l’Acidophilus (LA-5, NCFM, DDS-1): interessa soprattutto la salute vaginale in quanto aiuta a prevenire le infezioni, dà sollievo in momenti di assunzione di antibiotici e nelle persone intolleranti al lattosio e aiuta nella digestione.

Ne abbiamo altri due: il Lactobacillus rhamnosus aiuta in casi di diarrea del viaggiatore, è resistente all’ambiente acido dello stomaco; il Lactobacillus plantarum supporta le persone affette dalla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), aiutando a ridurre gonfiore, dolore addominale e irregolarità intestinali. Sono probiotici da tenere come riferimento.

Bifidobacterium

Questi ceppi sono i probiotici importanti per la salute del colon e dominano l’intestino crasso. Il Bifidobacterium lactis (BB-12, HN019) è uno dei ceppi più robusti, è importante per la regolarità intestinale, ci aiuta nel supporto immunitario e si utilizza nei prodotti per l’infanzia.

Ci sono probiotici che aiutano nella riduzione dei sintomi dell’IBS e nella gestione dello stress in quanto agiscono sull’asse intestino-cervello e questi sono i Bifidobacterium longum (BB536), molto usati anche per migliorare la salute dei nostri anziani.

Infine abbiamo un probiotico che è presente nell’intestino dei neonati allattati al seno: il Bifidobacterium breve (M-16V, B-3) che aiuta il neonato nella digestione delle fibre e può avere benefici per la salute della pelle. Come avviene, ad esempio, per l’eczema.

L’elenco potrebbe essere molto lungo ma ho scelto di elencarvi i probiotici più importanti per la salute e anche i più conosciuti. Bisogna stare attenti a scegliere il probiotico giusto.

In primo luogo bisogna individuare il problema. Fare una diagnosi è la condizione più complessa, bisogna analizzare i vari sintomi e fare un’anamnesi adeguata. 

Soprattutto se parliamo di sindromi come L’IBS. Bisogna valutare se il paziente ha effettuato una terapia antibiotica di recente, se soffre di patologie croniche, intolleranze o malattie autoimmuni. Ad esempio per problemi di intestino irritabile potrebbe servire un mix di probiotici come Lactobacillus plantarum 299v, Bifidobacterium longum. 

Abbiamo parlato dei vari tipi di probiotici ma bisogna valutare anche il numero di UFC, la quantità di batteri vivi che forma la colonia. Per gli adulti basta una dose che va da 1 miliardo a 100 miliardi di UFC al giorno. Ma potrebbe variare in base al problema specifico.

Ma come si conservano i probiotici?

La conservazione è importante per fare in modo che i ceppi restino vivi e che agiscano bene. Alcuni possono resistere di più al calore; altri sono meno resistenti all’acidità dello stomaco. La maggior parte dei probiotici vanno conservati in frigo, ma bisogna sempre leggere l’etichetta e il bugiardino per avere maggiori indicazioni su come procedere. 

La consistenza può variare e si possono trovare in forma di polveri, capsule, gocce o alimenti fermentati. Attenzione agli allergeni che possono essere presenti all’interno come il glutine e il lattosio. Le capsule con rivestimento enterico sono spesso preferibili: proteggono i batteri dall’acidità dello stomaco, consentendo di raggiungere l’intestino intatti.

Ricordiamoci sempre che sono integratori per una giusta funzionalità ed è fondamentale associare una buona idratazione. Hai mai considerato di integrare i probiotici nella tua routine quotidiana? Quali sono le tue preoccupazioni riguardo alla salute intestinale?

Se hai dubbi o se vuoi essere seguito e associare i probiotici nella tua quotidianità contattami e sarò a tua disposizione per aiutarti, sia in termini di educazione alimentare sia per creare un piano nutrizionale adatto alle tue necessità.

 

Contattami